giovedì 26 gennaio 2012

Messaggio Presidente

Messaggio del presidente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Gela, avv. Antonio Gagliano, postato sulla pagina facebook dell'aiga di Gela
A chi sostiene di abolire l'ordine degli avvocati oppongo che LA DIFESA DELLA LIBERTA', DEL PATRIMONIO, DELLA FAMIGLIA, DELLA DIGNITA', DEL POSTO DI LAVORO, DELL'IMMAGINE ...INSOMMA LA DIFESA DEI DIRITTI DEVE AVERE LO STESSO RANGO, DEVE ESSERE TALE E QUALE LA DIFESA DELLA SALUTE ...NON PUò CERTO ESSERE TRATTATA COME IL DETERSIVO O LE LATTE DI OLIO SUI BANCHI DEL SUPERMARKET! C'E' QUALCUNO CHE OSA PENSARE DI LIBERALIZZARE LA PROFESSIONE MEDICA, O CHE RITIENE CHE PRIMA DI UN CONSULTO SPECIALISTICO, DI UNA VISITA, UN MEDICO DEBBA METTERE PER ISCRITTO QUANTO CHIEDERà per poi magari consultare la concorrenza di altri sanitari? C'è qualcuno che si potrà sentire rassicurato dal fatto che dovrà affidare la difesa dei suoi diritti, della sua libertà ad una società di capitali controllata da questo o quel gruppo finanziario, anzichè ad un uomo libero, che è un uomo ancor prima che un professionista, e che è legato ad una deontologia, di cui è in qualche modo garantita la preparazione e la professionalità? Guardate che non è in ballo tanto l'avvocatura, ma il sistema di tutela giurisdizionale dei diritti, cioè lo Stato stesso di diritto che, se tale, non può prescindere da una giustizia che si regga su tre gambe, tutte aventi pari dignità: quella del giudice terzo ed imparziale, quella di un'accusa legata all'esecutivo ed all'interesse pubblico ma anch'essa in qualche modo imparziale, e quella di una difesa che deve essere autorevole, autonoma, libera, competente ed efficace. Per questo, ad un paese civile non servono avvocati che siano precari o accattoni o servi di qualche interessato capitalista, ma avvocati veri, difensori nel senso più proprio del termine, perchè non possiamo negare che un cittadino che non potrà avvalersi di una efficace tutela e difesa dei suoi diritti non sarà più un cittadino ma un suddito! E' mai possibile che queste chiacchiere sui costi e sulle sirene delle liberalizzazioni ci abbiano fatto dimenticare questi dati essenziali del vivere civile, di uno stato democratioco di diritto? E' mai possibile che tutto debba esser letto secondo l'unica ottica dei "costi" e della concorrenza? Che c'entra la concorrenza col rapporto fiduciario, con l'impegno che è fatto di conoscenza, competenza, passione, intelligenza? Forse che pensiamo di calcolare qualche "spread" anche in questi ambiti? E, ancora, se dobbiamo parlare di costi ed economicità, volete dirmi qual'è il valore anche economico di una sentenza "giusta" che garantisce i giusti diritti? Quanto vale economicamente una giustizia che garantisce al meglio l'accertamento e la difesa dei giusti diritti? E' possibile pensare ad una giustizia che possa far ciò senza difensori che siano uomini liberi, deontologicamente corretti e preparati? E' mai possibile che l'unico metro di misura debba essere quello del mercato, dei costi, dell'accesso indiscriminato ad ogni attività, anche alle più delicate? Ma i Vostri, i nostri diritti, sopratutto quelli fondamentali (le relazioni familiari, i beni patrimoniali essenziali, la libertà, l'onore, l'immagine, la riservatezza, la condizione lavorativa e tanto altro), devono essere trattati al pari delle merci? Che senso ha riempirsi la bocca sul fatto che bisogna liberalizzare tutto e sopratutto abolire gli ordini? Se, ad esempio, taluno di quelli che propugna con tanta foga la più ampia apertura degli albi e persino la loro abolizione dovesse essere accusato di omicidio o di stupro è giisto che debba fronteggiare il suo accusatore al cospetto del suo giudice, insomma che debba difendersi, col primo che capita? Come si può pensare che non sia abbastanza libera una professione che vede in Italia ben 250.000 iscritti quando in Francia ve ne sono circa 40.000 o in Germania non più di 60.000? Guardate che molti di noi dalle liberalizzazioni non ne riceverebbero alcun danno, perchè alla fin fine chi sta sui carboni ardenti sa bene a chi rivolgersi e, anzi, ci guadagnerebbero pure perchè dovendo proporre al cliente un preventivo scritto, metterebbero subito e definitivamente le cose in chiaro nel momento in cui il cliente a tutto pensa tranne che al denaro: tuttavia aborrisco all'idea di pensare che la Giurisdizione, cioè la Giustizia, cioè il riconoscimento e la tutela dei diritti di tutti, debba perdere la sacralità, l'aura di rigore e dignità che le è propria e che essa possa essere affidata all'imperversare di chiunque! Per una volta, cerchiamo in Italia di esser meno semplicioni e superficiali, guardiamo a fondo le cose, cerchiamo di essere più circospetti specie verso chi (vedi confindustria, lobby industriali, finanziarie, assicurative varie, associazioni di consumatori che dall'oggi al domani hanno fatto diventare qualcuno molti senza arte nè parte, gli opportunisti ed i profittatori di turno) è portatore di interessi da sempre in contrasto col comune cittadino, con la singola persona spesso inerme rispetto ai poteri forti e che, sin qui, riconosciamolo, quando è stata lesa o minacciata nei suoi interessi più importanti si è rovata al fianco un avvocato, un uomo libero ed appassionato del suo lavoro. Scusate lo sfogo.

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